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I Pangio kuhlii, che vengono ancora chiamati spesso con il loro vecchio nome, Acanthophthalmus kuhlii, sono quelle simpatiche biscette, o serpentelli, dal corpo giallastro-arancione con bande scure di aspetto variabile, alcuni esemplari le hanno unite anche sotto la pancia, altri no, probabilmente dipende dall'appartenenza a diverse sottospecie.
In realtà sono pesci a tutti gli effetti, con le loro pinne piccole e trasparenti, in posizione molto arretrata, e con 4 paia di barbigli con cui "sfrucugliano" incessantemente il fondo alla ricerca di cibo.
Sono prevalentemente notturni, e soprattutto possono essere molto timidi ed impauriti, specialmente nelle fasi delicate di adattamento ad un nuovo ambiente per loro sconosciuto. Se l'ambiente però è ricco di nascondigli, come legni, rocce, radici, e tante piante a cespuglio, dopo qualche giorno sarano a loro agio, e li vedrete spesso in giro anche di giorno.
Foto di Anita
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Scheda
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Origine: Famiglia Cobitidae, ordine Cypriniformes - Il Pangio kuhlii in natura è diffuso nelle regioni di Tailandia, Malesia, Borneo, Sumatra, Java, Indonesia. Vive in grandi comunità, quasi degli ammassi, in prossimità di punti con vegetazione molto intensa ed intricata, sul letto sabbioso e melmoso di torrenti e corsi d'acqua dalla corrente leggermente rapida. Sembra che siano preferite proprio le zone più melmose e dall'acqua torbida. Il fondo dei torrenti è per lo più ghiaioso e ciottoloso, ma nelle anse e nei punti a corrente più lenta ci sono zone in cui si accumula sabbia fine e mucchi di foglie cadute dagli alberi sovrastanti.
Dimensioni: 10 - 12 cm.
Esigenze: Temperatura: 24-30° - pH: 5.5-6.5 - dH: 5.0; si adattano comunque molto bene a valori dell'acqua molto ampi, ma deve essere soprattutto pulita, con bassi tassi di inquinanti (nitrati, fosfati, ecc.), e con una leggera corrente. E' quindi consigliabile provvedere a cambiare regolarmente l'acqua, ricordando che in genere tutti i pesci che vivono prevalentemente in prossimità del fondo hanno più probabilità di ammalarsi o di contrarre infezioni in presenza di un'elevata carica batterica o di elevati tassi di inquinanti e prodotti di scarto del metabolismo loro e degli altri pesci.
Vasca: da 80 litri in su. Particolare importanza ha il materiale di fondo, che dovrebbe essere costituito preferibilmente da sabbia fine, assolutamente non tagliente, perché i kuhlii non soltanto possiedono 4 barbigli per sondare e "sfrucugliare" incessantemente il terreno alla ricerca di cibo, e che potrebbero essere danneggiati da sabbia o ghiaietto con spigoli taglienti, ma soprattutto perché amano "insabbiarsi", a volte completamente, nel terreno, specialmente i primi tempi, quando ancora devono adattarsi al nuovo acquario. Mi è capitato a volte di vedere dei movimenti della sabbia stile "Dune", provocati dai Pangio che "scorrevano" sotto la sabbia come talpe, per uscire allo scoperto dopo parecchio tempo. Altre cose che non devono mai mancare in una vasca abitata da Pangio kuhlii sono i nascondigli: pietre accatastate, legni e radici intrecciati o poggiati l'uno sull'altro a formare anfratti e cavità, molte piante e rigogliose, molto fitte, anche il Muschio di Giava... Amano specialmente gli intrichi fitti e cespugliosi che formano le radici di microsorum e soprattutto le anubias legati ai legni o alle rocce... La regola da tener presente è che più nascondigli fornirete loro, più avrete la possibilità di vedere i Pangio allo scoperto (sembra un controsenso ma è proprio così :-)), meno nascondigli avranno a disposizione, e meno si allontaneranno da questi ultimi, rimanendo sempre nascosti. Non gradiscono la luce troppo intensa, è preferibile per loro una luce soffusa, schermata magari con piante galleggianti.
Alimentazione: Onnivoro. La dieta dovrebbe essere molto varia, comprendere sia alimenti vivi o congelati (chironomus, artemia salina) che cibo secco, ed alimenti a base vegetale. E' bene controllare sempre che a loro arrivi del cibo, nonostante eventuali coinquilini che si cibino sulla superficie o a mezz'acqua, perché per vivere devono mangiare esattamente quanto gli altri pesci, non possono accontentarsi di qualche granello di mangime ogni tanto, che viene avanzato dagli altri.
Comportamento: perché si trovino a loro agio è necessario allevarli in piccoli gruppi di almeno 4 o 5 esemplari, in quanto sono pesci che amano vivere in gruppo, e si intimoriscono ed impauriscono se vengono allevati in singoli esemplari. Se allevati in un folto gruppo ed in una vasca ricca di nascondigli avranno un comportamento abbastanza vivace, si faranno vedere molto spesso allo scoperto, sempre insieme, ad attorcigliarsi l'uno con l'altro.
Allevamento: facile, a condizione di rispettare le avvertenze date prima.
Riproduzione: Il dimorfismo sessuale dei Pangio kuhlii è quasi inesistente, in genere si dovrebbe riuscire a riconoscere i due sessi solo quando i Pangio kuhlii sono sessualmente maturi, dal fatto che la femmina dovrebbe avere la pancia leggermente più grossa, per via della presenza delle uova. La riproduzione in acquario è rara, e soprattutto è "casuale", cioè non si riescono a capire quali ne siano le condizioni "scatenanti". Secondo alcune fonti, si può cercare di "ricreare" in acquario alcune condizioni che possono indurre i Pangio alla deposizione, ad esempio allevarne un grande gruppo in una vasca molto grande, con acqua tenera e dal livello della colonna d'acqua non molto alto, alimentarli abbondantemente con cibo vivo, cercare di imitare l'arrivo della stagione delle piogge, come da articolo a fondo pagina... La coppia in riproduzione in genere depone le uova, molto piccole e di colore verde scuro brillante, vicino alla superficie dell'acqua, in modo che vadano ad "aderire" sulle foglie delle piante acquatiche, galleggianti e non. La deposizione è preceduta da "rituali" consistenti in avvitamenti, attorcigliamenti fra i due serpentelli, che si susseguono a ritmo incalzante, ed è seguita dal completo abbandono delle uova al loro destino.
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Ho sempre avuto un bel gruppetto di Pangio kuhlii (almeno 5 o 6) in una delle mie vasche. Il loro modo di strisciare come delle biscette tra le piante, e di arrotolarsi tra di loro mi ha sempre affascinato, e li ho sempre ritenuti molto interessanti da stare ad osservare.
Appena immessi in acquario sovente non si vedono più, sembrano spariti completamente, oppure si mettono a nuotare forsennatamente su e giù per uno degli angoli dell'acquario, come a cercare una disperata via di fuga. Se sono in gruppo e se ci sono molti nascondigli somunque non ci mettono molto ad adattarsi ed ad assumere un comportamento più normale :-) Dopo qualche settimana di ambientamento, non avevo più nessun problema a vederli, erano sempre in giro tranquilli per la vasca, tutto il giorno, sempre tutti e tre assieme, che giocavano quasi, arrotolandosi ed attorcigliandosi insieme tra loro. Era uno spettacolo guardarli, a volte erano così infilati tra le radici delle anubias da farmi temere che fossero rimasti incastrati, invece dopo poco li vedevo strisciare via... Naturalmente in vasca erano presenti moltissimi nascondigli, tra rocce accatastate, legni sovrapposti ed incrociati, mezze noci di cocco rovesciate... i posti che preferivano erano gli intrichi formati dalle radici delle anubias che avevo legato alle noci di cocco e ai legni per "mimetizzarli" nell'ambiente circostante...
Ed un giorno ho avuto anche la bellissima sorpresa di scoprire, mentre gironzolava con gli altri, un pangio un po' più piccolo, non era uno dei miei deperito, come ho temuto lì per lì, ma un piccolo quarto pangio, nato nella mia vasca, senza che io purtroppo mi accorgessi di niente, e senza aver ricevuto quindi particolari attenzioni (rispetto soprattutto al cibo, che si è dovuto cercare da solo). La cosa mi ha fatto un grandissimo piacere, perchè il fatto che fosse nato e soprattutto sopravvissuto mi ha fatto pensare che forse il mio acquario non era poi così male...
Dopo qualche tempo ho potuto anche assistere ad una deposizione, anche se purtroppo non è andata a buon fine perchè poco dopo stava andando a scatafascio tutto l'acquario... Avevo collegata all'acquario tramite un tubicino d'aeratore e pietra porosa una bottiglia con la mistura di acqua, zucchero e lievito per fare la CO2 artigianale; un giorno in mia assenza le mie due bambine sono riuscite ad "agganciare" il tubicino e strattonandolo hanno fatto cadere la bottiglia, e forse per l'effetto "agitazione" circa 1/3 del contenuto della bottiglia era entrato in vasca, risalendo il tubicino d'aeratore... Quando sono rientrata a casa mi è venuto un mezzo colpo, l'acqua sembrava molto sporca a torbida, e i pesci boccheggiavano in superficie Ho fatto subito un cambio d'acqua del 50% , ho messo l'uscita del filtro sopra il livello dell'acqua formando una cascatella, per ossigenarla meglio, e la situazione sembrava rientrata. Qualche ora dopo, verso sera, ho notato due dei miei Pangio in superficie, in un cespuglio di riccia... li ho guardati per un po', temendo fossero lì colpiti dagli stessi sintomi d'asfissia che avevano mostrato gli altri pesci, invece dopo qualche secondo di immobilità hanno iniziato ad attorcigliarsi fra di loro, allontanandosi lievemente per riattorcigliarsi, in una specie di "danza" fatta di lievi sfioramenti e avvitamenti, alternati a momenti di immobilità... Dopo parecchi minuti in cui guardavo emozionata questi "rituali", è avvenuta la deposizione: piccolissime uova scure hanno iniziato a "fluttuare", una buona parte è rimasta ancorata ai grossi cuscini di riccia che galleggiavano in superficie, altre sono cadute verso il basso, dove i Botia macracantha si sono subito accorti che c'era da banchettare... I due Pangio, dopo essere rimasti ancora un po' di tempo nel cespuglio di riccia, immobili, sono quindi scesi di nuovo verso il fondo, senza curarsi delle uova. Io ero stata presa completamente alla sprovvista, non mi sarei mai aspettata di assistere ad uno spettacolo del genere, era già sera, per di più sabato, e non avevo nè vaschette nè sale nido in cui ricoverare le uova, che d'altronde erano lì sulla riccia, solo quelle cadute in basso erano state mangiate, per cui ho lasciato tutto così com'era, sperando che come si era salvato un piccolo la volta scorsa forse qualcuno si sarebbe salvato anche questa volta... Purtroppo però, quando mi sono svegliata il mattino dopo, la situazione era precipitata: l'acqua era diventata bianco latte, tutti i pesci erano a galla, boccheggianti ed esausti, i botia e i pangio erano accoricati su un fianco sulle grosse foglie di un'echinodorus che arrivavano sulla superficie dell'acqua... Ero nel panico più completo, non riuscivo a capacitarmi di quello che stava succedendo... E mi era venuto in aiuto il newsgroup, it.hobby.acquari, ho postato un messaggio d'aiuto e nonostante fosse domenica mattina qualcuno ha subito risposto (Robflat, me lo ricordo ancora, non finirò mai di ringraziarlo ), mi ha spiegato che poteva essere una forte proliferazione batterica causata dallo zucchero e lievito entrati in vasca il giorno prima, proliferazione che aveva azzerato il contenuto di ossigeno dell'acqua, provocando quei sintomi di asfissia nei pesci... Capire dalle sue parole quello che stava succedendo (prima non capivo più nulla, ero quasi nel panico, mi sembrava che tutta la vasca fosse diventata un'enorme bottiglia di CO2) mi ha sollevato e mi ha aiutato ad affrontare la situazione: cambi d'acqua piccoli ma ripetuti, aeratore a manetta e cascatella dal filtro per ossigenare l'acqua, in più carbone attivo nel filtro sostituito dopo due giorni, come mi aveva consigliato Walter Peris, ringrazio anche lui, per avermi seguito nella mia disavventura quasi passo-passo... Inutile dire che nell'agitazione e nella preoccupazione per la sopravvivenza dei miei pesci (me ne erano morti 3, nonostante tutto) mi sono completamente dimenticata delle uova dei Pangio, quando me ne sono ricordata ormai la riccia era stata sbattacchiata tanto tra aeratore e filtro che delle uova non ve ne era più traccia... 
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